A te

Ricordo il tuo primo giorno di asilo, con la manina paffuta che mi salutava e tu convinta di essere nel luogo più bello del mondo, ma dopo una settimana hai realizzato che casa tua ti piaceva di più, ma la bravura delle tue insegnati ha saputo accompagnarti in un percorso durato quattro anni, visto che sei nata a gennaio ed hai fatto un anno di primavera… Il 30 maggio che emozione, la tua festa di fine anno, alle 18 ti ho accompagnata in aula e nel salutarti la prima lacrima si è impigliata fra le ciglia, sono arrivata al cinema Lux dove papà, il tuo fratellino e i nonni aspettavano di accaparrarsi il posto migliore, per assistere al tuo diploma, con in mano un libricino del programma, la foto di copertina ti vede in prima fila sola a capo di una piramide di amici i “grandi” della scuola materna Mons. Girardi, che in questi anni è stata la tua seconda casa, mi sono seduta ma non ho avuto il coraggio di sfogliarlo… La recita è stata emozionante, naturalmente ho pianto lacrime di gioia nel vederti così felice sul palco, ma l’emozione più grande è stata quando tutta fiera sei salita sul podio, con la tunica rossa il  tocco nero in testa e la tua adorata maestra Corinna ti ha consegnato il diploma ed un bacio sulla guancia… Poi tutti a festeggiare, le tre dell’ave Maria tu, Chiara e Sofia, strette in un forte abbraccio, vi guardavo con il cuore colmo di gioia… La sera a casa tutti nel lettone per raccontarci le cose belle accadute nella giornata, per abbracciarci, per la favola della buona notte, per i salti sul materasso, la ciuccia di latte non la bevi più da un mese per tua scelta ma non ti avrei mai sforzata, perché tu amore mio sei libera di essere bambina fino a quando lo vorrai e alle mamme che mi criticano perché spesso mi piombate nel lettone, perché vi coinvolgo in ogni decisione, perché vi spiego il significato di ogni cosa, perché vi racconto la verità delle cose sotto forma di fiaba, perché vi annuso, vi bacio, vi abbraccio troppo, perché assecondo le vostre voglie di fare i biscotti a qualsiasi ora, perché vi sgrido se alzate le mani, dico… non insegnatemi il lavoro di mamma, perché ognuna di noi è giusto che faccia come crede, tra pochi anni i miei figli mi diranno di non impicciarmi, non mi baceranno più così tanto, non mi guarderanno dicendo che sono la migliore mamma del mondo, non si alzeranno dicendomi “ti voglio bene”, non prenderanno la rincorsa per correre tra le mie braccia, quindi lasciate che faccia un indigestione dei miei figli, che sono la mia ragione di vita e non giudicate mai una mamma, perché è il mestiere più complicato e meraviglioso che ci sia, perché non esiste il manuale della mamma perfetta, ma noi ce la mettiamo davvero tutta per essere all’altezza dei nostri figli e guai a chi si mette tra noi e loro! Buona vita amore mio e che il futuro sia il più rosa possibile! Mamma ti ama…

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